Speranza

In un tempo in cui spesso si fatica a trovare delle ragioni per sperare, coloro che mettono la propria fiducia nel Dio della Bibbia hanno più che mai il dovere di «rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in loro» (1 Pietro 3,15). Spetta a loro cogliere ciò che la speranza della fede contiene di specifico, per poter viverlo.Immagine

Il re il saggio e il Buffone

Il Re , il Saggio, Il Buffone

Ho riletto in queste sere questo libro lo trovo interessante,  attuale ,  dà lo spunto per riflettere  ,forse questo libro non è che un primo tuffo nella galassia delle religioni, una piccola bussola, saprà sorprendere anche il lettore più avvertito citando perle di purissima poesia, affiancando al racconto il coraggio di guardare oltre, la fiducia profonda nel dialogo fra uomini e idee differenti scritto  da Shafiq Keshavjee , egli affascinato dalla tematica del dialogo tra le  diverse religioni ha scritto quest’opera immaginando ,che un re sia alla ricerca della religione più adatta al suo regno: “Ho dato lavoro e divertimenti, pane e svago. Ma forse ciò che manca al mio popolo è un significato che lo aiuti a orientarsi. Il mio popolo ha bisogno di una vera religione “.

Entrano allora in scena sei personaggi ( un cristiano , un ebreo, un musulmano, un induista , un buddhista e un ateo) che con brillanti argomentazioni, sostenute da una solida dottrina e da riflessioni persuasive, presentano al re le ragioni di una eventuale scelta in favore dell’una o dell’altra religione. Il bello è che  le diverse esposizioni presentano punti di contatto l’una con l’altra , pur non coincidendo mai.

Riporto il finale del racconto…, leggetelo attentamente….

 

<< Meravigliandosi di se stesso , il sovrano allora disse: ” La religione che mi pare più adatta è quella che sceglierò per la mia vita personale . In quando Re non posso imporla a tutto il mio popolo . Il mio stato deve restare laico, affinchè ciascuno sia libero di scegliere quella che più gli sembra la Verità essenziale . Dio se esiste, e il solo a poter dare una medaglia d’oro . Quando lasceremo questa terra, allora sapremo qual’è il suo giudizio sulle religioni e le filosofie umane. Io propongo dunque di conferire, tra quattro anni, una medaglia d’argento , la sola che sia permesso accordare, alla religione che avrà fatto più sforzi per comprendere a fondo e servire i fedeli delle altre. Tale religione proverà in questo modo che è capace di staccarsi da se stessa, di ascoltare veramente cosa provano gli altri credenti e non credenti , e di fare loro del bene.  Non è questo il segno dell’azione dello Spirito? Slegare e collegare, decentramento e accoglienza dell’altro. Il che, naturalmente, non significa accettazione acritica delle dottrine e  delle pratiche degli altri. Ma questo modo di empatia e di aiuto reciproco rivelerà quella capacità di ascolto , di comprensione e di solidarietà che sola merita di essere ricompensata . Vi do dunque appuntamento tra quattro anni , e auguro a tutti i concorrenti di rivaleggiare in stima reciproca e di lavorare al meglio per la Pace…….”>>

 

(Tratto da :il re il saggio il buffone )

Negli ultimi anni notevoli sforzi sono stati prodotti presso le confessioni religiose più importanti. Sforzi tesi a rinsaldare o a costituire ampi margini di condivisione e solidarietà  Credo sia essenziale, dapprima, comprendere (evento sempre più eccezionale) le differenze storiche e culturali che separano Oriente ed Occidente. Il primo passo concreto è quello di assimilare le diversità insite delle radici genetiche di ogni popolo

se nelle nostre latitudini il Cristianesimo ci ha educati negli ultimi decenni al dialogo, presso altre aree del mondo, questa attitudine e disponibilità al confronto sereno e partecipe non esiste. E’ vero pure che “da noi” recentemente si sta instaurando una sorta di fondamentalismo e proprio presso le strutture ecclesiastiche minori. Una sorta di timore di veder emergere nuove realtà nei nostri contesti dove ha sempre vissuto la Croce anche solo nelle buone intenzioni. Nuove Crociate? No ma tanto timore dell’invasione culturale (e non solo) dell’Islam.

Ghandi fu il Maestro assoluto del “dialogo” fra popoli per vincere le controversie e i conflitti; quanti dopo di lui hanno avuto e mostrato medesimo coraggio e volontà? Oggi abbiamo un esempio attualissimo di mancanza di dialogo: il Tibet e il Dalai Lama soffrono la privazione di libertà ideologica e religiosa. Non bisogna meravigliarsi se ancora c’è chi lotta  e muore per poter esprimere il proprio credo. L’umanità avanza nel progresso tecnologico ma arretra nella direzione del progresso sociologico, filosofico e più espressamente umano……

 credo che il dialogo è necessario , perchè il mondo sia vivibile per tutti e perchè, nell’umanità delle culture e quindi delle religioni, ognuno riconosca la propria vera appartenenza all’umanità.

Non cercare di seguire le orme dei saggi . Cerca ciò che essi cercavano .

 ( dal patrimonio zen)

Giusi

 

la vanità

Tutto è vanità in questo mondo.

Vanità delle vanità, dice Qohelet,

vanità delle vanità , il tutto è vanità.

Che resta all’uomo di tutto il suo affanno

in cui si affanna sotto il sole?

Generazione che và , generazione che viene

e la terra nel suo ciclo rimane.

E sorge il sole e il sole tramonta,

anelando al suo luogo dov’egli risorge.

Soffia a mezzogiorno poi gira a tramontana

e volgendo , volgendo il vento se ne va

e sopra le sue spire ritorna il vento.

Tutti i fiumi se ne vanno al mare

e il mare non si piena:

là dove scorrono i fiumi

là essi ritornano a scorrere.

Ogni parola vien meno

nè sa l’uomo parlarne:

Non si sazia l’occhio di guardare

nè mai l’orecchio è pieno di udire.

Ciò che è stato è quello che sarà

e ciò che si è fatto è quello che si farà:

niente di nuovo avviene sotto il sole.

C’è forse qualcosa di cui si possa dire:

<< Ecco questa è nuova>>? Proprio questa è

già stata nei secoli prima di noi. Non c’è

più ricordo delle cose passate, come non ci

sarà delle cose avvenire presso coloro che

dopo vivranno.

( PAROLE DI COHELET , FIGLIO DI dAVIDE, RE DI GERUSALEMME )


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Da sempre la riflessione dei saggi ha rivelato l’inganno della ricchezza, quando essa diventa fine a se stessa. E’ quanto ha affermato più volte Gesù: “Guai a voi ricchi…”, se il denaro e il possesso di molte cose ingombrano il cuore e rendono gli uomini egoisti.  E’ veramente attuale…. !!!!!!!!!!!!!!!

“Chi ama il denaro, mai si sazia di denaro e chi ama la ricchezza, non ne trae profitto. Anche questa è vanità. Con il crescere dei beni i parassiti aumentano e qual vantaggio ne riceve il padrone, se non di vederli con gli occhi?

Dolce è il sonno del lavoratore, poco o molto che mangi; ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire.

Un altro brutto malanno ho visto sotto il sole: ricchezze custodite dal padrone a proprio danno. Se ne vanno in fumo queste ricchezze per un cattivo affare e il figlio che gli è nato non ha nulla nelle mani. Come è uscito nudo dal grembo di sua madre, così se ne andrà di nuovo come era venuto, e dalle sue fatiche non ricaverà nulla da portar con sé. Anche questo è un brutto malanno: che se ne vada proprio come è venuto. Qual vantaggio ricava dall’aver gettato le sue fatiche al vento? Inoltre avrà passato tutti i suoi giorni nell’oscurità e nel pianto fra molti guai, malanni e crucci.

Ecco quello che ho concluso: è meglio mangiare e bere e godere dei beni in ogni fatica durata sotto il sole, nei pochi giorni di vita che Dio gli dà: è questa la sua sorte. Ogni uomo, a cui Dio concede ricchezze e beni, ha anche facoltà di goderli e prendersene la sua parte e di godere delle sue fatiche: anche questo è dono di Dio. Egli non penserà infatti molto ai giorni della sua vita, poiché Dio lo tiene occupato con la gioia del suo cuore.

Un altro male ho visto sotto il sole, che pesa molto sopra gli uomini. A uno Dio ha concesso beni, ricchezze, onori e non gli manca niente di quanto desidera; ma Dio non gli concede di poterne godere, perché è un estraneo che ne gode. Ciò è vanità e malanno grave!

Se uno avesse cento figli e vivesse molti anni e molti fossero i suoi giorni, se egli non gode dei suoi beni e non ha neppure una tomba, allora io dico: meglio di lui l’aborto, perché questi viene invano e se ne va nella tenebra e il suo nome è coperto dalla tenebra. Non vide neppure il sole: non conobbe niente; eppure il suo riposo è maggiore di quello dell’altro. Se quello vivesse anche due volte mille anni, senza godere dei suoi beni, forse non dovranno andare tutt’e due nel medesimo luogo?

Tutta la fatica dell’uomo è per la bocca e la sua brama non è mai sazia. Quale vantaggio ha il savio sullo stolto? Quale il vantaggio del povero che sa comportarsi bene di fronte ai viventi?”



Nel mondo…..

Camminare …e … Costruire….

Costruire… E’ una parola che già di suo dice molto. Cosa vi viene in mente? a me i Lego , i mattoncini colorati con i quali si passavano ore da bambini… e forse qualcuno continua a farlo .

La seconda cosa che mi viene in mente ? una canzone di Niccolò Fabi di qualche anno fà intitolata proprio” Costruire ” la canzone dice : ” Tra la partenza e il traguardo , in mezzo c’è tutto il resto, e tutto il resto è giorno dopo giorno , e giorno dopo giorno è, silenziosamente costruire “. Tra ciò che siamo ora e ciò che saremo tra qualche anno , ci sono i piccoli passi del giorno dopo.

E ritornando ai mattoncini Lego questi mattoncini possono essere gli incontri con persone particolari , le parole scambiate con un amico , un libro letto , una scelta,una passeggiata , un pensiero, pregare con il Padre Nostro ogni sera…., tutte queste cose , le piccole scelte le piccole sorprese che si vivono ogni giorno….. Sono tutte cose che li per lì possono dire poco , ci accadono tante cose giorno dopo giorno, se però impariamo a farne tesoro, a custodirle nel nostro cuore, allora potremo fare un passo in più: capire come Dio si fa vicino con il suo amore alla nostra vita e come la nostra vita può diventare un progetto da fare insieme a Dio. Allora la vita può asssumere quella forma che il Signore desidera per noi e che si riassume nella gioia più vera , nella libertà del dono.

Fosse facile ! Ci vuole fiducia , non per niente questo cammina si chiama ” cammino di fede”.

La parola cammino anche qui può dire molto mi viene in mente un sentiero di montagna, ma uno di quelli impegnativi…, se si decide di prendere un sentiero del genere e godersi un bel panorama è importante non farlo da soli, ma  affidarsi a qualcuno di esperto , che insegni i “trucchi del mestiere” e soprattutto insegni ad avere pazienza di non volere arrivare subito in cima ma di assaporare passo dopo passo.

Cosi anche nel cammino  di fede è importante confrontarsi con Qualcuno che ci ascolti che ci aiuti a capire giorno dopo giorno … un compagno di strada silenzioso ma prezioso.

Occorre coraggio per incontrare serialmente Gesù: a volte stare nel proprio guscio e accontentarsi di volare basso è più facile. Basta fare ciò che fanno tutti ed evitare di pensare. Ma il cristiano vero è uno che vive e pensa alla grande. E proprio per questo non ha paura di guardarsi dentro con sincerità per scoprire qual’è il progetto che Dio ha su di noi…….

Il bisogno di cose vere…..

Il bisogno di cose vere…..” L’essenziale”

Mi sono chiesta se viene data veramente importanza alla vita.

Tralasciando tutti i possibili significati filosofici che potremo dare alla parola essenziale, scelgo il significato più semplice; per essenziale si intende ciò che è necessario, indispensabile , fondamentale, ciò di cui non si può fare a meno e senza il quale non si potrebbe essere quello che si è.

Ma cos’è essenziale per la vita di ciascuno di noi?

Per l’ambito fisico è essenziale l’aria per poter sopravvivere, sono essenziali il cibo l’acqua per poter vivere.

Per l’ambito affettivo è essenziale che qualcuno ti voglia bene, è essenziale l’amicizia , l’amore.

In ambito culturale è essenziale sapere ragionare, un’istruzione, avere la possibilità di esprimere la propria creatività.

Per una persona è essenziale essere se stessa, essere libero di dire sempre la propria opinione e di esprimere in pieno la propria personalità.

Nel vangelo non viene mai pronunciata la parola essenziale , ma viene tradotta con le espressioni “il più importante o il più grande” oppure con “la parte migliore o il necessario”.

Penso all’incontro di Gesù con il giovane che gli chiede  che cosa doveva fare per avere una vita felice Gesù gli risponde di lasciare le sue ricchezze di darle ai poveri , e poi di seguirlo.

Penso ancora a quando Gesù invitava  a non lasciarsi prendere dalle preoccupazioni materiali come vestirsi , o cosa mangiare, ma di guardare soprattutto al necessario, a ciò che serve veramente per vivere, senza sprecare e creare ingiustizie verso i poveri….

Ed è sempre un invito a ricercare l’essenzialità anche la risposta che Gesù da al dottore della legge quando questi gli chiede quale fosse il comandamento più grande .

Gesù risponde << Ama il signore Dio tuo con tutto il cuore , con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo comandamento . Il secondo Ama il  Tuo prossimo come te stesso . Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge  e i profeti” >>

Anche con Dio disogna andare all’essenziale , cercando di vivere una relazione personale  e profonda senza inutili scappatoie o scuse…..

Mi piace pensare agli incontri vissuti da Gesù come un invito perchè tutti potessero godere di una vita piena , una vita riuscita….

 


…ogni giorno.

 

Puoi fare di questo giorno tutto ciò che desideri. Nel momento esatto in cui ti svegli al mattino, puoi decidere che tipo di giornata sarà per te. Può essere la giornata  più splendida ed ispirante che si possa immaginare,
ma dipende tutto da te. Sei libero di scegliere.
Perchè allora non cominciare col  ringraziare, allo scopo di aprire il tuo cuore?……

 


Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
La cosa più bella del mondo? L’amore.   (madre teresa)


Più sei riconoscente, più sei aperto a tutti i meravigliosi eventi che questo giorno porta con sè.
Amore, lode e gratitudine spalancano le porte e permettono alla luce di fluire e rivelare ciò che di meglio vi è nella vita….

Prendi in mano il Vangelo di Marco ……

Capitolo 3 versetti 13 -14

[13]Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. [14]Ne costituì Dodici che stessero con lui [15]e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.

leggendo questi versetti mi sono soffermata  a riflettere….

Una folla immensa ai piedi del monte Gesù sale in alto, guarda con attenzione i volti di chi gli stà davanti . Ne chiama alcuni . Il Vangelo non spiega perchè chiama loro e non altri , non ci dice se quei dodici uomini hanno doti speciali . semplicemente chiama ” quelli che egli volle ” E’ una scelta libera che viene fuori dal cuore del Signore . Gesù chiama ed “essi andarono da lui”Gli apostoli sono scelti , senza particolare meriti . Questo ci tranquillizza, eccome !

Siamo chiamati a seguire Gesù non perchè siamo “bravi” o perchè riusciamo “bene” ma perchè siamo disponibili ad accogliere il suo invito. IL vangelo dice che i dodici sono chiamato ” perchè stessero con lui ” Gesù ci invita semplicemente a stare prima di tutto in sua compagnia, ci porta sul monte perchè possiamo ritirarci in disparte, prendere coscienza più chiaramente di quello che siamo, di quello che possiamo fare….. E’ l’invito all’ascolto della sua parola , nel silenzio , nella preghiera…

Come si saranno sentiti quei dodici ? immaginiamo l’emozione (chi io ? , la paura ..,sarò all’altezza? )

la gioia ” E’ bello per noi stare qui ” Mc 9,5

Gesù chiama i dodici anche per mandarli a predicare e perchè avessero il potere di scacciare i demoni . Scacciare i demoni….

quest’ultima precisazione suona un pò dura da masticare ….. credo che voglia dire semplicemente che nell’annunciare il Vangelo , si è chiamati anche a  non “lasciarsi vincere dal male ma vincere con il bene il male “( S Paolo ai romani ).

Combattere la violenza , l’odio , la menzogna , le ingiustizie nel mondo, è il compito a cui è chiamato il cristiano , che si fà cittadino della Terra e fratello dell’umanità….

Ti ho chiamato per nome( Is 43,1) per  Gesù questo dodici avranno pure una missione da svolgere, ma non sono dei numeri li chiama per nome Il Signore prima di chiederci un compito ci chiama per nome chiama in causa la nostra storia personale , Il Bagaglio che abbiamo alle spalle!… E non solo ! perchè ci invita   a scoprire anche quello che  da soli non avevamo mai capito di noi stessi…. A Pietro Giacomo e giovanni Gesù dà un nome nuovo li sbalordisce Simone sarà chiamato Pietro perchè su quella pietra verrà edificata la chiesa del Signore (Mt 16,18 ) come sarà rimasto letteralmente di sasso…. a vedere riposta in sè tutta questa fiducia !  credo ceh Gesù ci ricorda che noi non ci conosciamo mai del tutto è l’incontro con lui che ci svela la nostra identità , Il Signore ci conosce fino in fondo (“penetri  da lontano i miei pensieri ….” Salmo 138 )ci conosce per nome e ci chiama uno ad uno…

Siamo sempre pronti ad accogliere Gesù che ci chiama per nome ?

Ci sono momenti nella nostra esperienza di vita in cui ci chiediamo cosa vorremmo fare della nostra esistenza e qual’è il senso di questo nostro percorso sulla terra.

forse sono proprio questi i momenti in cui Gesù ci chiama  ancora più forte  e scegli noi , perchè sa che possiamo essere disponibili ad ascoltare la sua voce e  a seguirlo ad essere discepoli , testimoni che le promesse che ci ha fatto le mantiene.

tutti gli attimi della nostra vita potrebbero cosi acquistare un nuovo significato perchè avvertiamo la presenza di Gesù al nostro fianco e questo, se da un lato ci fa sentire al sicuro dall’altro ci rende più responsabili……