…ogni giorno.

 

Puoi fare di questo giorno tutto ciò che desideri. Nel momento esatto in cui ti svegli al mattino, puoi decidere che tipo di giornata sarà per te. Può essere la giornata  più splendida ed ispirante che si possa immaginare,
ma dipende tutto da te. Sei libero di scegliere.
Perchè allora non cominciare col  ringraziare, allo scopo di aprire il tuo cuore?……

 


Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
La cosa più bella del mondo? L’amore.   (madre teresa)


Più sei riconoscente, più sei aperto a tutti i meravigliosi eventi che questo giorno porta con sè.
Amore, lode e gratitudine spalancano le porte e permettono alla luce di fluire e rivelare ciò che di meglio vi è nella vita….

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2 pensieri su “…ogni giorno.

  1. Ogni giorno che viviamo, è come un nuovo foglio da riempire sul nostro Diario della Vita,
    scrivere e descrivere il consumarsi dei giorni, è come avere affettività dei nostri momenti, anche quelli più bui e tenebrosi.
    Non c’è nulla di scontato perchè Noi possiamo decidere a nostro piacimento del programma futuro dei minuti, delle ore o dei giorni……..,
    Possiamo solo ringraziare, ed augurare che il nostro tempo non venga inutilmente sprecato, e che ogni gesto di Grazia, venga sempre restituito a Colui che quotidianamente ci dona la Vita.
    Giorgio

  2. Cara Giusi, sono felice di ritrovarti tra i lettori dei miei post. Come sai ho sempre apprezzato le tue osservazioni perché so che vengono da una persona sincera, che si sforza di vivere la propria fede e, come me, fa ricerche per poter accrescere la propria conoscenza del proposito di Dio. Questo è ciò che mostra anche il tuo commento. La Parola di Dio incoraggia tutti ad acquistare conoscenza di Dio e del suo proposito spiegando che questo è un passo necessario per ottenere la vita eterna (cfr. Giovanni 17:3). Ma la conoscenza delle Sacre Scritture non è una semplice nozione di qualche versetto da applicare in base ad un personale punto di vista, È molto di più.! Comporta una visione dell’intero proposito di Dio all’interno del quale collocare il giusto senso di ogni versetto. La Parola di Dio, infatti, sebbene composta da diversi libri (66 in tutto) redatti da 40 diversi scrittori, si caratterizza per l’uniformità del loro messaggio che verte intorno ad un unico tema: il Regno di Dio. Dal primo all’ultimo libro gli scrittori biblici, divinamente ispirati (cfr. 2Pietro 1:21), spiegano che cos’è il Regno di Dio, cosa farà per tutta l’umanità e cosa esso richiede dagli uomini. È perciò di fondamentale importanza che tutti noi acquistiamo non una semplice conoscenza ma, come la definiscono le Scritture, una “profonda conoscenza” o una “piena conoscenza” o una “perfetta conoscenza” (Efesini 1:17; Colossesi 1:9; 2:2). Questo tipo di conoscenza ci evita di fare un errore molto comune tra tanti che si definiscono “cristiani”, cioè dare una personale interpretazione dei versetti biblici dicendo “io la vedo così…” o “non ci vedo nulla di male se…”. L’apostolo Paolo descrisse tale pericolo dicendo: “Rendo infatti loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza; poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio” (Romani 10:2,3 – CEI). Per non incorrere in tale errore tutti noi dobbiamo tener presente ciò che disse il fedele Giuseppe ai due funzionari del faraone che erano in carcere con lui: “Le interpretazioni non appartengono a Dio?” (Genesi 40:8 -VR). Così se c’è qualche dubbio sulla corretta interpretazione di qualche versetto, il contesto delle Sacre Scritture può aiutarci ad avere il suo corretto intendimento. Questo è anche il metodo usato da Gesù e dai suoi apostoli per correggere l’errata applicazione dei versetti biblici che la classe sacerdotale di quel tempo faceva, ingannando l’intera popolazione. Venendo, dunque, a quello che tu scrivi, e in particolare al riferimento che fai alla circoncisione di Gesù per tentare di dimostrare la fondatezza del battesimo dei bambini, è bene conoscere quello che le Sacre Scritture insegnano sulla circoncisione. Al riguardo la Legge data da Dio agli Israeliti comandava: “Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, … L’ottavo giorno si circonciderà il bambino” (Levitico 12:1-3). Questo era così importante che se l’ottavo giorno cadeva nel tanto rispettato sabato, la circoncisione veniva fatta comunque. Qual’era il suo significato? Dio stesso lo spiegò dicendo al capostipite della nazione che per primo ricevette quel comando “sarà il segno dell’alleanza tra me e voi” (Genesi 17:11 – CEI). Essa era un segno che doveva contraddistinguere gli israeliti, discendenti di Abramo, i quali avevano un privilegio unico: a loro erano “affidate le rivelazioni di Dio” (Romani 3:1,2 – CEI). Questo era l’unico motivo per cui Gesù, l’ottavo giorno dalla sua nascita, fu portato dai suoi genitori nel tempio. Il suo battesimo, che dimostrava la sua decisione di fare ciò che Dio richiedeva da lui, lo fece poi all’età di trent’anni. Dopo la morte di Gesù tutti gli aspetti cerimoniali previsti dalla Legge, inclusa la circoncisione, furono aboliti (cfr. Romani 2:28,29; 1Corinzi 7:19). Come si può notare non c’è nessuna corrispondenza tra la circoncisione e la pratica del battesimo dei neonati, almeno come è inteso dalla Chiesa. La circoncisione era solo il visibile “segno dell’alleanza” che Dio aveva fatto con Abramo, non serviva come mezzo di salvezza. La sua abolizione con l’avvento del cristianesimo lo attesta ulteriormente. Per di più, il comando della circoncisione riguardava solo i maschi. Se il battesimo corrispondesse alla circoncisione, dovrebbe essere negato alle bambine. Chiaramente il parallelismo al quale tu fai riferimento non esiste. Inoltre l’offerta che doveva essere fatta in relazione alla nascita del bambino dal punto di vista cerimoniale riguardava la donna e non il bambino. La Legge infatti diceva che per quaranta giorni dopo il parto la donna era considerata cerimonialmente “impura” e doveva portare un offerta al tempio per essere resa di nuovo “pura” (fra l’altro questo versetto dimostra la falsità di un’altra dottrina della Chiesa, quella dell’immacolata concezione di Maria, poiché anche lei, dopo il parto, dovette portare la sua offerta di “espiazione” – cfr. Luca 2:22-24). Né può essere preso a prova della correttezza del battesimo dei neonati il fatto che Gesù dicesse “Lasciate che i bambini vengano a me”. Questo dimostra solo e semplicemente che tipo di persona era Gesù: una persona avvicinabile da tutti, indipendentemente dall’età o dalla condizione sociale. Nulla di più! In ogni caso la tua interpretazione contrasta perfino con quella della Chiesa, poiché tu intendi il battesimo di un neonato come una semplice presentazione del bambino a Dio, mentre per la Chiesa “L’effetto di questo sacramento è la remissione di ogni colpa, della colpa di origine e di quella personale, come di ogni pena che questa colpa porta con sé. Perciò non si può imporre ai battezzati alcuna soddisfazione per i peccati passati, ma se essi muoiono prima di aver commesso nuovamente un peccato hanno subito accesso al regno dei cieli e alla visione di Dio” (Bolla papale di Eugenio IV emanata nel 1439 al Concilio di Firenze – Alfred Läpple, Documenti della fede cattolica – Cittadella Editrice; cfr. il Catechismo della Chiesa Cattolica – Parte II – Sezione II – Capitolo I, n. 1263). Questa dottrina, come ampiamente spiegato nel mio post, è in aperto contrasto con l’insegnamento della Parola di Dio che solo il sacrificio di Gesù libera dal peccato! Per concludere, concordo con te che ai genitori (e non ai catechisti!) è affidato il compito di provvedere alla crescita spirituale dei figli affinché diventino dei veri discepoli di Gesù. Ma non è per mezzo del battesimo che questo avviene! Ancora le Scritture ci insegnano come questo deve essere fatto: “Questi precetti che oggi ti dò … li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai” (Deuteronomio 6:5-7 – CEI); “Insegna al ragazzo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne allontanerà” (Proverbi 22:6 – Di); “voi, padri … allevateli nell’educazione e nella disciplina del Signore” (Efesini 6:4 – CEI). Come vedi non è con una cerimonia che si rendono i propri figli dei veri cristiani, idonei per ricevere la salvezza, ma con un continuo, amorevole addestramento sui “precetti” dati da Dio per mezzo della sua Parola! Questo è veramente “essenziale”!Quanti genitori lo fanno? … Un caro saluto. G.

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