Il re il saggio e il Buffone

Il Re , il Saggio, Il Buffone

Ho riletto in queste sere questo libro lo trovo interessante,  attuale ,  dà lo spunto per riflettere  ,forse questo libro non è che un primo tuffo nella galassia delle religioni, una piccola bussola, saprà sorprendere anche il lettore più avvertito citando perle di purissima poesia, affiancando al racconto il coraggio di guardare oltre, la fiducia profonda nel dialogo fra uomini e idee differenti scritto  da Shafiq Keshavjee , egli affascinato dalla tematica del dialogo tra le  diverse religioni ha scritto quest’opera immaginando ,che un re sia alla ricerca della religione più adatta al suo regno: “Ho dato lavoro e divertimenti, pane e svago. Ma forse ciò che manca al mio popolo è un significato che lo aiuti a orientarsi. Il mio popolo ha bisogno di una vera religione “.

Entrano allora in scena sei personaggi ( un cristiano , un ebreo, un musulmano, un induista , un buddhista e un ateo) che con brillanti argomentazioni, sostenute da una solida dottrina e da riflessioni persuasive, presentano al re le ragioni di una eventuale scelta in favore dell’una o dell’altra religione. Il bello è che  le diverse esposizioni presentano punti di contatto l’una con l’altra , pur non coincidendo mai.

Riporto il finale del racconto…, leggetelo attentamente….

 

<< Meravigliandosi di se stesso , il sovrano allora disse: ” La religione che mi pare più adatta è quella che sceglierò per la mia vita personale . In quando Re non posso imporla a tutto il mio popolo . Il mio stato deve restare laico, affinchè ciascuno sia libero di scegliere quella che più gli sembra la Verità essenziale . Dio se esiste, e il solo a poter dare una medaglia d’oro . Quando lasceremo questa terra, allora sapremo qual’è il suo giudizio sulle religioni e le filosofie umane. Io propongo dunque di conferire, tra quattro anni, una medaglia d’argento , la sola che sia permesso accordare, alla religione che avrà fatto più sforzi per comprendere a fondo e servire i fedeli delle altre. Tale religione proverà in questo modo che è capace di staccarsi da se stessa, di ascoltare veramente cosa provano gli altri credenti e non credenti , e di fare loro del bene.  Non è questo il segno dell’azione dello Spirito? Slegare e collegare, decentramento e accoglienza dell’altro. Il che, naturalmente, non significa accettazione acritica delle dottrine e  delle pratiche degli altri. Ma questo modo di empatia e di aiuto reciproco rivelerà quella capacità di ascolto , di comprensione e di solidarietà che sola merita di essere ricompensata . Vi do dunque appuntamento tra quattro anni , e auguro a tutti i concorrenti di rivaleggiare in stima reciproca e di lavorare al meglio per la Pace…….”>>

 

(Tratto da :il re il saggio il buffone )

Negli ultimi anni notevoli sforzi sono stati prodotti presso le confessioni religiose più importanti. Sforzi tesi a rinsaldare o a costituire ampi margini di condivisione e solidarietà  Credo sia essenziale, dapprima, comprendere (evento sempre più eccezionale) le differenze storiche e culturali che separano Oriente ed Occidente. Il primo passo concreto è quello di assimilare le diversità insite delle radici genetiche di ogni popolo

se nelle nostre latitudini il Cristianesimo ci ha educati negli ultimi decenni al dialogo, presso altre aree del mondo, questa attitudine e disponibilità al confronto sereno e partecipe non esiste. E’ vero pure che “da noi” recentemente si sta instaurando una sorta di fondamentalismo e proprio presso le strutture ecclesiastiche minori. Una sorta di timore di veder emergere nuove realtà nei nostri contesti dove ha sempre vissuto la Croce anche solo nelle buone intenzioni. Nuove Crociate? No ma tanto timore dell’invasione culturale (e non solo) dell’Islam.

Ghandi fu il Maestro assoluto del “dialogo” fra popoli per vincere le controversie e i conflitti; quanti dopo di lui hanno avuto e mostrato medesimo coraggio e volontà? Oggi abbiamo un esempio attualissimo di mancanza di dialogo: il Tibet e il Dalai Lama soffrono la privazione di libertà ideologica e religiosa. Non bisogna meravigliarsi se ancora c’è chi lotta  e muore per poter esprimere il proprio credo. L’umanità avanza nel progresso tecnologico ma arretra nella direzione del progresso sociologico, filosofico e più espressamente umano……

 credo che il dialogo è necessario , perchè il mondo sia vivibile per tutti e perchè, nell’umanità delle culture e quindi delle religioni, ognuno riconosca la propria vera appartenenza all’umanità.

Non cercare di seguire le orme dei saggi . Cerca ciò che essi cercavano .

 ( dal patrimonio zen)

Giusi

 

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